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Terrapene Carolina- Tartaruga scatola comune

Nome comune: Tartaruga scatola comune

Tassonomia: appartiene al sottordine Cryptodira, superfamiglia Tesudinoidea, famiglia Emydidae, genere Terrapene, sono riconosciute sei sottospecie, alcune delle quali molto rare: Terrapene carolina carolina, Terrapene carolina bauri, Terrapene carolina major, Terrapene carolina mexicana, Terrapene carolina triunguis, Terrapene carolina yucatana.

Origine e habitt naturale: è costituito da radure presso aree boschive, praterie, boscaglie e zone paludose. Ama gli ambienti umidi a clima temperato; passa molto tempo interrata nel fango o nella terra umida; il massimo di attività si osserva prima e dopo i temporali estivi. Gran parte dell’attività è dedicata alla ricerca dell’alimento. Durante la stagione fredda T. carolina va in letargo.

Descrzione: La lunghezza è di circa 20 cm; il carapace è molto arrotondato, e il piastrone presenta una cerniera che permette all’animale di chiudersi ermeticamente (da cui il nome di tartaruga scatola). La cerniera non è presente alla nascita, e si sviluppa dopo uno o due anni.Terrapene carolina carolina possiede quattro dita in ogni zampa. Può avere una colorazione piuttosto variabile; spesso è marrone con strisce gialle o arancio che si irradiano da ogni areola.T. c. triunguis di solito ha tre dita nell’arto posteriore. Il carapace ha una caratteristica colorazione marroncina od olivastra. Spesso sono presenti macchie arancio o gialle su testa e arti anteriori, ma il maschio di solito ha la testa completamente rossa. T. c. major ha il carapace spesso privo di disegno, e talvolta è molto scuro. T. c. bauri di norma ha tre dita nell’arto posteriore. Il carapace ha un disegno brillante di linee gialle a raggiera, e da ogni lato della testa sono presenti due caratteristiche strisce. T. c. yucatana ha quattro dita per arto. Il carapace è marroncino o color paglia, con macchie scure a raggiera o con scuti bordati di scuro. T. c. mexicana ha tre dita per arto. La colorazione è simile a T. c. triunguis, ma a volte è gialla chiara con i margini degli scuti scuri.

Dimorfismo sessuale: La differenziazione dei sessi non è semplice, soprattutto prima della maturità sessuale (7-10 anni). La coda del maschio spesso è più lunga e grossa, con l’apertura cloacale più distante dalla base della coda. Il piastrone talvolta presenta una convessità più o meno pronunciata. Il maschio di T. c. triunguis può avere la testa rosso scuro. I maschi hanno frequentemente l’iride rossa, mentre nelle femmine è marrone. La femmina può presentare un carapace dalla forma a cupola più accentuata. Le unghie degli arti posteriori nel maschio sono corte e ricurve, nella femmina sono più lunghe e dritte. Un dato sicuro è il diverso comportamento riproduttivo (accoppiamento, ovodeposizione), se si riesce ad osservarlo. Può capitare di vedere il maschio esteriorizzare il pene mentre è in acqua, che è un comportamento normale anche se di significato incerto.

Mantenimento in cattività: La sistemazione ideale è in un recinto all’aperto, con ampie zone d’ombra; una casetta – rifugio è indispensabile per nascondersi e sfuggire alla calura. Si deve sempre lasciare a disposizione un contenitore d’acqua, di facile accesso e uscita, la cui profondità massima deve essere pari ad un quarto della lunghezza della corazza: queste tartarughe non sono in grado di nuotare, e nell’acqua più profonda possono annegare. Anche queste tartarughe solitamente defecano durante il bagno, e quindi l’acqua deve essere mantenuta rigorosamente pulita. Un’elevata umidità ambientale è indispensabile per la buona salute di Terrapene carolina: è opportuno spruzzare d’acqua il recinto tutti i giorni. Se si rende necessario ospitare questi rettili in un terrario (sistemazione molto meno soddisfacente di quella all’aperto), occorre utilizzare una lampada a UVB, sistemare un piccolo rifugio e lasciare a disposizione un contenitore d’acqua per immergersi. La fonte di calore può essere rappresentata da una lampadina che crei un punto caldo localizzato di 30°C al massimo, con una zona più fresca a 20°C. Anche nel terrario è indispensabile creare un’elevata umidità, intorno al 60-80%. Per favorire l’umidità si deve utilizzare un substrato costituito da terriccio e corteccia fine, cui viene aggiunta dell’acqua. Questo permette anche alle tartarughe di interrarsi, se ne hanno la necessità. E’ inoltre opportuno spruzzare nel terrario dell’acqua tutti i giorni. E’ necessario che Terrapene carolina vada regolarmente in letargo ogni autunno.

Alimentazione: Terrapene carolina è una tartaruga onnivora, che necessita di una dieta il più possibile variata, composta per metà di alimenti di origine vegetale (del tipo utilizzato per T. hermanni, vale a dire erbe e piante di campo, con aggiunta di frutta) e per metà di alimenti di origine animale (insetti, chiocciole, lombrichi, pellet per trote e crocchette magre per cani reidratate). I soggetti giovani sono maggiormente carnivori, ma la dieta deve comunque contenere una quota di vegetali, per impedire un accrescimento troppo rapido. Il loro alimento deve essere tagliato a piccoli pezzetti perché possa essere facilmente ingerito. Gli individui adulti possono essere alimentati a giorni alterni. La dieta viene integrata dall’aggiunta di vitamine e minerali. Le tartarughe scatola sono animali piuttosto gregari, e possono essere tenuti in piccoli gruppi.

Riproduzione: l’accoppiamento ha normalmente luogo in primavera, ma a volte anche in estate e in autunno. La disposizione delle uova in natura avviene da maggio a luglio, ma in cattività si può estendere fino ad agosto. T. c. carolina e T. c. triunguis depongono solitamente da 3 a 5 uova per volta e le covate possono essere 5 o 6 per stagione. L’incubazione, che richiede un elevato tasso di umidità (90% o più), a 26-28°C dura mediamente 70-85 giorni. I piccoli misurano 2,8-3 cm di lunghezza e pesano circa 7g. Alla nascita il carapace è marrone-grigiastro con una carena centrale, mentre il piastrone è giallo o crema con un disegno marrone centrale. I piccoli devono essere tenuti in un substrato di muschio e corteccia, in cui possano facilmente interrarsi, che va mantenuto umido con frequenti nebulizzazioni. Bisogna inoltre fornire loro un piccolo recipiente d’acqua per bere e bagnarsi. Indispensabile è che i piccoli siano esposti ai raggi ultravioletti: l’ideale sarebbe lasciarli periodicamente al sole per qualche ora, prendendo naturalmente ogni precauzione affinchè non si surriscaldino e sorvegliandoli attentamente; se però ciò non dovesse essere possibile bisognerà utilizzare una lampada a ultravioletti.

Legislazione: è inclusa in Appendice II CITES e in Allegato B del Reg. 2724/2000. Nel libro rosso IUCN è classificata a basso rischio, ma prossima a essere considerata vulnerabile (LR/nt).

Curiosità: gli esemplari di cattura sono spesso disidratati, stressati e colpiti da gravi infestazioni parassitarie. Quando si maneggiano queste tartarughe occorre fare attenzione perchè si rischia di intrappolarsi un dito nella corazza quando l’animae si ritrae all’interno.

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