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Testudo marginata – Testuggine marginata

Nome comune: Testuggine marginata

Tassonomia: Tra tutte le testuggini mediterranee la marginata è quella che raggiunge le maggiori dimensioni. Documentati sono:Ciccia’, una pluricentenaria femmina sarda di 45 cm per 13 kg e a un maschio di 52 cm per 12 kg presso il CARAPAX, precedentemente appartenente a una signora ottantaduenne di Firenze. L’origine del vecchissimo animale sembra essere Tempio Pausania in Sardegna.

Carattere distintivo della specie è la presenza sul piastrone da 3 a 5 coppie di triangoli neri con il vertice rivolto verso la coda. Triangoli presenti, con una o al massimo 2 coppie, anche nella specie più piccola delle Testudo, la Testudo kleinmanni con cui ha una elevata affinità genetica. Carattere peculiare è la presenza di un caratteristico gonnellino formato dalle squame marginali posteriori. All’interno delle cosce sono presenti una o due coppie di piccoli tubercoli cornei. Altra caratteristica peculiare, le scaglie femorali e addominali del piastrone sono incernierate tra loro. Nelle femmine la flessibilità è maggiore per agevolare la deposizione delle uova. La colorazione del carapace dei giovani esemplari non è molto dissimile dalle altre Testudo per poi diventare con gli anni più scuro, punteggiato da alcune macchie gialle nella sommità delle scaglie.

Origine e habitat naturale: Gli habitat della testuggine marginata sono tipicamente mediterranei, compresi nella zona fitoclimatica del Lauretum e caratterizzati da un inverni miti con precipitazioni moderate ed estati aride con temperature elevate. Questa specie trova rifugio e nutrimento nella vegetazione bassa cespugliosa della gariga, gli arbusti della macchia mediterranea e nel sottobosco fino a quota collinare temperata. In Sardegna gli habitat in cui sono ancora possibili dei ritrovamenti e sono presenti dei gruppi vitali sono le dune sabbiose costiere ricche di vegetazione, le pinete costiere di pini mediterranei con sottobosco di arbusti mediterranei, le leccete e le sugherete. Si incontrano esemplari in aree destinate all’uso agricolo quali gli: oliveti, agrumeti e vigneti.

Descrizione: Le testuggini hanno una vista eccellente: sanno distinguere forme, colori e riconoscono anche persone. Hanno un senso dell’orientamento molto preciso: se vengono spostate qualche centinaio di metri dal territorio al quale sono molto legate ci ritorneranno in breve tempo. Sono molto sensibili alle vibrazioni del suolo anche se non hanno un udito sviluppato. L’odorato invece è ben sviluppato ed ha un ruolo importante nel riconoscimento del cibo e dei sessi

Dimorfismo sessuale: Il riconoscimento del sesso avviene generalmente attraverso l’individuazione dei caratteri caratteri sessuali secondari. I maschi possiedono una coda lunga, robusta e grossa alla base ed il caratteristico gonnellino più pronunciato. La distanza dell’apertura cloacale dalla base della coda è maggiore nel maschio. I maschi adulti presentano una concavità nel piastrone più accentuata per facilitare la monta sul carapace della femmina, il piastrone delle femmine e degli esemplari giovani e subadulti è piatto. L’angolo formato dagli scuti anali del piastrone è molto maggiore nel maschio, l’altezza degli stessi scuti è però maggiore nella femmina, lo scuto sopracaudale del maschio è curvo verso il basso e nella femmina è allineato con il resto del carapace. I maschi sono di taglia maggiore rispetto alle femmine. In molti esemplari il sessaggio non è facile e certo, presentando caratteristiche morfologiche e sessuali fuorvianti quali: monta tra esemplari dello stesso sesso, coda dei maschi poco sviluppata, scuti del piastrone con caratteristiche indefinite. Non è raro che la determinazione del sesso delle femmine possa avvenire solo individuando gli esemplari che depongono le uova.

Mantenimento in cattività: T. marginata è una specie piuttosto resistente che si adatta bene alla cattività. Le sue condizioni di allevamento sono simili a quelle di T. hermani.

Alimentazione: anche la dieta è analoga a quella di T. hermanni.

Riproduzione: la riproduzione in cattività è relativamente facile. L’ accoppiamento avviene in natura da aprile da aprile all’ inizio di giugno,con il maschio che corteggia con vigore la femmina inseguendola, speronandola con la corazza e mordendole le zampe e la testa. Le uova vengono deposte in giugno e in luglio e ogni covata comprende in media 8-9 uova che chiudono da fine agosto a ottobre, secondo la temperatura. L’ incubazione artificiale avviene a 31°C , con un tasso di umidità che può indifferentemente variale da 65% al 90% . Il tempo di schiusa è in di circa 60-70 giorni. I piccoli pesano 10-14 g e sono lunghi 3 cm.

Legislazione: è inclusa in Appendice II CITES e in Allegato A del Reg. CE 2724/2000.

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