L’origine delle razze

Il numero di razze ufficialmente riconosciute è aumentato nel secondo dopoguerra; numerose razze sono quindi recenti, ma alcune, come il Siamese, il gatto d’Angora, il Certosino e il gatto di Manx sono molto più antiche.

Le differenze d’aspetto tra i gatti domestici, quelli di razza e quelli di strada dipendono dal passaggio dalla vita selvatica a quella domestica. Uno degli effetti della domesticazione è il rilassamento della selezione naturale: essa trasmette determinate caratteristiche che permettono al gatto di sopravvivere e riprodursi; l’ambiente domestico invece ha provocato nei gatti variazioni d’aspetto, fisiologia e comportamento, permettendo la comparsa di nuove caratteristiche.

Le antiche razze citate in precedenza si sono diffuse senza l’intervento dell’uomo. Le caratteristiche che spiccano di più nel gatto sono la lunghezza e il colore del mantello, composto da tre tipi di pelo: quello di protezione, quello ispido e il sottopelo. Le mutazioni nella struttura del mantello sono all’origine delle razze che vengono così distinte:

– a pelo lungo come ad esempio il Persiano;

– a pelo semilungo come ad esempio il gatto d’Angora;

– a pelo corto come il Certosino e il Siamese;

– a pelo riccio come l’American whirehair;

– a pelo duro come lo sphynx;

– senza pelo.

Autore dell'articolo: Matteo

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